Rocco Longobardi ha deciso: la sua casa, alle prossime elezioni, è Forza Italia, nella coalizione per il sindaco uscente Andrea Cassani. Scelta non scontata, per l’ex capofila della civica Gallarate 9.9.

«Come annunciato mesi fa, mi sono preso fino all’ultimo istante per decidere cosa fare nel mio futuro politico a Gallarate. L’impossibilità di proseguire con il percorso della lista 9.9, dovuta a motivi organizzativi e personali di tutti i componenti, mi ha fatto propendere a lungo per lasciare completamente. Ma alla fine “mollare” non è nel mio stile, inutile nascondersi. Sento ancora forte la voglia di impegnarmi per migliorare la città».

Da qui la scelta: per il campo del centrodestra, come già si era iniziato a ipotizzare mesi fa, una volta accantonate le divergenze precedenti. La scelta di Forza Italia, invece, è più inattesa, anche considerato che Longobardi aveva avuto quantomeno qualche contatto con Fratelli d’Italia.

Perché Forza Italia? «Ho valutato di candidarmi con Forza Italia, o meglio con la parte residuale di quel partito, così fortemente e negativamente toccato dalle vicende degli ultimi tre anni. Al netto delle questioni gallaratesi, sono sempre stato vicino all’idea liberale come valore fondante».

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Non si nasconde, Longobardi, quando evoca lo scenario tutto particolare di Forza Italia a Gallarate, la città di Nino Caianiello, la città al centro dell’inchiesta Mensa dei Poveri. «È certamente una scommessa – riconosce Longobardi – perché oggi Forza Italia a Gallarate ha necessità di ricostruire il percorso, ma io amo le scommesse e mi piace giocarle in prima persona. Mi metto dunque a disposizione delle persone che ancora credono in quell’ideale, e che sono state fortemente danneggiate da quanto accaduto pur non essendo state coinvolte».

Longobardi vuole «far risplendere la mentalità, lo stile e il progetto 9.9».
La civica rivelazione del 2016 – in bilico tra i due campi, centrosinistra e centrodestra –  non ci sarà sulle schede elettorali, ma il suo creatore è pronto a rimettersi in gioco. Questa volta con una scelta di campo chiara.