Un lavoro porta a porta in campagna elettorale, ma anche una presenza costante sul territorio e una credibilità rafforzata nel tempo.

È questa la ricetta del successo del Partito Democratico di Caronno Pertusella, la lista che ha raccolto di più al primo turno in appoggio al candidato sindaco Marco Giudici: il 30,58%, un risultato che ha pochi pari in Lombardia, secondo solo a quello raggiunto dai dem di Milano arrivati al 33,86% e superiore ai pur buoni risultati che il Pd ha raggiunto a Pioltello (27,69%), Varese (26,72%) e Rho (26,63%).

TUTTI I DATI DELLE ELEZIONI DI CARONNO PERTUSELLA 

A spiegare come sono stati raggiunti 1760 voti sono il segretario cittadino Mauro Agostini e Maurizio Lattuada, storico esponente del partito e responsabile della campagna elettorale del Pd caronnese (nella foto, davanti alla sede del partito).

«È un risultato importante, ma non direi che è una sorpresa – esordisce Agostini -. Abbiamo tenuto nonostante diversi problemi: innanzitutto l’astensionismo, ma anche la scissione recente con parte degli iscritti che ha scelto altre strade. Rispetto a 5 anni fa abbiamo perso solo 100 voti e oltretutto c’è da ricordare che questa tornata nella coalizione a sostegno di Giudici c’è anche la lista Civico 2030 che pesca parte del suo elettorato dalla nostra stessa parte: sono una risorsa importante per le istanze che portano e per il fatto che sono giovani e volenterosi. Credo che abbia premiato la nostra coerenza, la linea che teniamo da tanti anni. Oltre a questo anche il fatto che abbiamo amministrato 10 anni con risultati buoni».

A Caronno Pertusella è da dieci anni che amministra il centrosinistra, prima con Loris Bonfanti e poi con Marco Giudici. Una storia partita da lontano, con le amministrazioni del 1975 e l’allora Pci al 37%, il piano regolatore da disegnare da zero nel 1980 per dare un’idea di sviluppo al paese, l’accordo inedito a livello nazionale con Pri, Psi e Democrazia Proletaria nel 1987 fino agli anni della Lega e del centrodestra: «Ricordo il primo consigliere leghista, in minoranza, proprio nell’87: era di Milano, si chiamava Ronchi: veniva a Caronno con la sua Fiat 127 verde, non conosceva il paese e andava in giro a fotografare i nomi delle vie – racconta Lattuada, vera e propria memoria storica -. In consiglio sbagliò il nome di una strada in un’interrogazione sollevando l’ilarità generale». Nel 2006 vinsero le liste civiche, anche grazie alla divisione delle compagini di centrosinistra che insieme avrebbero superato il 23% preso dalla sindaca Borghi, fino al ritorno in amministrazione nel 2011: «Dieci anni molto positivi – chiosa Lattuada, senza mai una crisi, con un equilibrio garantito dal Pd che è stato apprezzato dai caronnesi».

«Il circolo di Caronno ha molte persone che fanno politica da tanti anni, persone che hanno un radicamento nel tessuto sociale del paese, i sedici candidati della lista sono impegnati nell’associazionismo sociale, sportivo, nella parrocchia, nella Caritas. I nostri candidati rappresentano il corpo attivo del paese – spiega Lattuada -. Turconi col softball, Argentino nella parrocchia, Biscaldi e Nicoletta in Insieme Donna, Viganò nella Caritas, Zullo e Baronio a Bariola, altri nel Comitato di Controllo del Vicinato solo per fare qualche esempio. Sono persone presenti e che lavorano per il paese. L’elemento di traino, come Sala a Milano, è Marco Giudici, che da solo ha preso il 5% dei voti, molti di più rispetto ai suoi avversari: è uno che arriva da una generazione che si è impegnata nel paese, uno che c’è, si ferma, parla, discute ed è conosciuto. In sostanza sono gli uomini e le donne che fanno la differenza. Un dna che probabilmente lo rende partito che ha fiducia».

Tra i metodi per guadagnare consenso, ci sono i social sicuramente, ma anche (e soprattutto) quelli tradizionali: «È stata una campagna elettorale anomala, con le ferie di mezzo e il Covid. Noi abbiamo fatto campagna elettorale con gli stessi strumenti di sempre: volantini che spiegavano il programma, elaborato con tante persone e fatto bene nei dettagli, diffuso dappertutto, a tutte le famiglie – spiega Agostini -. Abbiamo fatto il classico porta a porta, aumentato anche la presenza sui social, ma la maggior parte dei risultati arriva dai metodi radicati nel tempo. In vista del ballottaggio del 17 e 18 ottobre cercheremo di trovare un accordo con la terza lista in lizza al primo turno (Uniti per Caronno Pertusella e Bariola di Antonio Persiano, ndr). Poi faremo gazebo, incontreremo le persone, ricorderemo l’importanza di andare al voto».

Un dato che fa riflettere è quello dell’affluenza, a Caronno arrivata al 45,45%: «Fa pensare, certo. Va trovato un modo per riportare le persone alle urne, ad interessarsi alla cosa pubblica. Credo si debba fare presenza tra le persone, tornare tra la gente, raccontare e spiegare cosa fa l’amministrazione comunale: momenti come quelli che ha pensato il sindaco Airoldi a Saronno nei quartieri sono importanti. Non basta quello che abbiamo fatto finora, serve un confronto continuo, ascoltare i bisogni delle persone andando nei quartieri, un ascolto diretto dei cittadini. Se fosse fatto si potrebbe recuperare partecipazione. Ora il dibattito è quasi solo sui social, senza filtri: incontrare ed esserci di più è necessario. Penso al seggio dell’Oltrestazione, che ha registrato solo il 30% di affluenza, una zona dove la gente si sente abbandonata: da lì serve ricominciare. Poi anche i partiti devono fare la loro parte, ovviamente».