Tommaso Agosti è candidato con Busto al Centro, lista civica a sostegno del candidato sindaco Gianluca Castiglioni. Classe 2002 e residente nel quartiere di Madonna Regina, ha frequentato il liceo classico al Crespi mentre adesso studia giurisprudenza all’Università Statale di Milano. Insieme al candidato dei riformisti Nicholas Burchielli, con cui condivide l’esperienza di essere stato rappresentante d’istituto al Crespi, è il più giovane candidato di queste elezioni amministrative.

Chi sei?

«Sono un ragazzo di 19 anni con una grande passione politica. In quarta superiore ho avuto la possibilità di fare il rappresentante d’istituto del mio liceo, esperienza che mi ha permesso di intendere la politica come attività di servizio verso gli altri: anche grazie al lavoro dei miei predecessori, abbiamo fatto il salto di qualità nella gestione dei soldi degli studenti per esempio, avendo in mente degli alti standard di trasparenza. Da lì è poi nata PoliticsHub, associazione culturale creata insieme ad una decina di amici con cui condivido questa passione per la politica: trattiamo argomenti politici “dai giovani per i giovani”. È un’esperienza che sta crescendo e della quale non posso che dirmi soddisfatto, abbiamo attirato tanti soci appassionati e pian piano cerchiamo di crescere. Vivo questa parte della mia vita sempre con spirito di servizio, mettendo a disposizione degli altri il mio tempo e le mie energie. Ho anche sempre frequentato l’oratorio; in particolare sono stato impegnato ai Frati come educatore dei preadolescenti, mentre ad ottobre inizierò con gli adolescenti».

Cosa ti ha spinto a candidarti?

«Circa sei mesi fa mi ronzava in testa una domanda: visto che sono uno studente e quindi ho orari flessibili, perché non dedicare il mio tempo alla mia città? Sono giovane, voglio fare esperienza e far maturare la mia passione per la politica, che appunto vivo come un servizio, un mettersi a disposizione di chi non se ne può occupare. Ho iniziato quindi a fare dei giri di telefonate, e dopo un po’ mi sono reso conto che solo i valori di BAC coincidevano con i miei. È stato un innamoramento spontaneo e naturale. Non avevo e tutt’ora non ho nessuna intenzione di infilarmi in logiche di partito, voglio dare il mio contributo alla città su quelli che sono i contenuti e le idee per fare il bene della città. Credo di aver fatto la scelta giusta perché mi sto trovando davvero bene e le mie proposte sono state ascoltate, qualcuna è stata anche inserita nel programma. Questo caratterizza la squadra di BAC, che è composta da personalità diverse ma ha sempre come perno il bene di Busto».

Dalla prospettiva dei giovani, cosa pensi serva alla città?

«Mi candido proprio perché penso che i giovani e le loro idee non siano affatto rappresentati. Io, come ragazzo, mi sento innanzitutto dimenticato, non c’è nulla che riesca a coinvolgerci seriamente. Non è un problema della sola amministrazione uscente, ma credo più generale e che abbia a che fare con la classe politica, che per l’appunto non si può definire giovane e di conseguenza non può rappresentare gli interessi della mia generazione. Mi piacerebbe che l’amministrazione lavorasse per aiutare le idee e i talenti, di cui la città abbonda, invece di continuare a perdere treni. Sogno un grande polo culturale che sia sede di associazioni, dove possa generarsi una contaminazione positiva di idee, uno spazio che abbia ambiente e mezzi strumentali per coltivare questa ricchezza che viene altrimenti dispersa. Magari rimettendo a nuovo gli edifici di proprietà comunali abbandonati, per eliminare degrado urbano e allo stesso tempo coinvolgere i giovani nella vita della città. Da abitante di Madonna Regina, poi, vorrei vedere un miglioramento delle condizioni delle periferie e dei collegamenti tra queste e il centro, puntando su digitalizzazione e un rete capillare di piste ciclabili, per esempio».

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